Orientamento Vocazionale

E’ un nuovo approccio fondato sul Coaching Umanistico della Scuola Italiana Life & Corporate Coaching di Luca Stanchieri, per rispondere al disorientamento davanti alle scelte formative fonadamentali per la propria realizzazione personale o professionale.

Consiste in un percorso di orientamento allo studio e al lavoro con l’utilizzo del MOV, Metodo di Orientamento Vocazionale della Scuola Italiana di Life & Corporate Coaching, che permette di individuare passioni, punti di forza, potenzialità, intelligenze e attitudini attraverso l’esplorazione di sistemi simbolici prescelti.

“La vocazione è un impulso trascendente che richiede impegno e dedizione. Un sentimento che trasporta oltre sé, verso un progetto, un campo di attività, un ideale, una comunità. Essere responsabili della propria vocazione significa saper selezionare e scegliere. Nessuno può dire ad un’altra persona qual è il senso della sua vita o la sua vocazione. Eppure la vocazione in quanto tale non dà la felicità se non corrisponde alle proprie specifiche potenzialità, se non viene vissuta coltivando la felicità. La vocazione si esprime sempre in un’attività concreta e chiama a raccolta tutte le potenzialità della persona, perché vengano usate come strumenti di espressione, costruzione e apprendimento. La vocazione ispira l’attività, l’attività convoca le potenzialità, l’esperienza le trasforma in competenze, l’esercizio intenzionale le rigenera nel talento. Nel campo oggetto della vocazione, l’acquisizione tecnica sembra avvenire all’inizio in modo facile; le persone non sperimentano fatica, ma coinvolgimento, flow, divertimento, sanno affrontare il sacrificio perché appagati e gratificati, sanno progredire rapidamente.”
(L. Stanchieri)

A chi si rivolge

  • Adolescenti in uscita dalla scuola secondaria di I grado: scelta della scuola secondaria di II grado (liceo, istituto tecnico, istituto professionale)
  • Adolescenti in uscita dalla scuola secondaria di II grado: scelta lavoro e università
  • Giovani universitari: ri-orientamento e scelta post laurea

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 Scegliere la scuola secondaria di secondo grado

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Scegliere a 13 anni un percorso formativo che, in teoria, dovrebbe indicare il proprio percorso di vita professionale, non è una cosa facile.

In Italia 1 studente su 3 non finisce la scuola secondaria di II grado (le superiori): il problema della disperisone scolastica è uno dei temi caldi di chi si occupa di istruzione ed adolescenti. Perché succede?

La motivazione principale sta nell’errato orientamento che è stato dato in uscita dalla secondaria di I grado (le medie): sei bravo in matematica? fai lo scientifico; sei bravo in italiano? vai al classico; stai tutto il giorno davanti al pc? la tua strada è l’informatica!

Queste sono, purtroppo, le indicazioni che troppo spesso vengono (ancora) date ai ragazzi che si ritrovano quindi in un contesto scolastico che, troppo spesso, non è adatto alle loro reali potenzialità, attitudini, passioni.

Un percorso che indaghi la vocazione, che porti alla luce intelligenze e potenzialità nascoste, diventa quindi fondamentale per un percorso scolastico di successo. Dove per successo non si intende avere 9 in tutte le materie, ma riuscire ad esprimere se stessi all’interno di un progetto di vita che ha nella scuola solo uno dei punti fondamentali.


Scegliere dopo il diploma: Univerisità o Lavoro?

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Dopo il diploma o la maturità i giovani sono chiamati ad una scelta ancora più difficile della precedente: entrare nel mondo del lavoro oppure proseguire gli studi scegliendo una facoltà universitaria.

Il ventaglio di scelta, nell’uno e nell’altro caso, è ampio e variegato e il disorientamento è dietro l’angolo, tanto che molti scelgono di non scegliere!

Nel nostro Paese sono oltre due milioni, il 21% della popolazione nazionale di riferimento: sono i Neet (“Not in Education, Employment or Training”), giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all’università, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale.

Oppure ci sono quelli che scelgono e poi cambiano idea: mediamente in Italia negli ultimi anni il 15% delle matricole cambia facoltà, mentre più del 20% (1 su 5) ha lasciato l’Università dopo un solo anno di corso; nei primi due anni la quota di studenti che lasciano il proprio corso sale al 39.3%; nei primi tre anni la percentuale degli abbandoni risulta pari al 45.2%. A dieci anni di distanza dall’immatricolazione, si osserva una percentuale media di studenti laureati pari ad appena il 30.5% del contingente iniziale: la quota complessiva di abbandoni è pari al 56.8% delle matricole, mentre il 12.7% risulta ancora iscritta.

Per non parlare di quelli che saltano di lavoro in lavoro, complice anche l’abuso negli ultimi anni dei contratti a tempo determinato.

Se non è chiaro il proprio progetto di vita si rischia di girare a vuoto, finendo col sentirsi sempre più insoddisfatti e traslando il malessere dal campo professionale a quello personale, dal lavoro alle relazioni.

Forse è questo il momento in cui un percorso di Coaching basato sull’orientamento vocazionale può dare i migliori risultati, può portare ad una scelta consapevole del proprio percorso di studi o lavorativo per realizzare la propria felicità.


Scegliere dopo la Laurea

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Anche il momento dopo la laurea (triennale o magistrale) può portare disorientamento: fare uno stage? un master? in Italia o all’estero? dove mi piacerebbe lavorare ma soprattutto che lavoro mi piacerebbe fare? libera professione o lavoro dipendente? etc.

 

Il Coaching basato sull’orientamento vocazionale può aiutare a trovare una risposta a queste domande, e può fornire un approccio per trasformare un sogno lontano, che sembra irrealizzabile, in obiettivo concreto e raggiungibile!