THE BOOK CLUB NOVEMBRE

insegnanti

Questo mese il libro che consiglio è “Insegnanti Efficaci” di T. Gordon, che illustra principi e tecniche dell’omonimo corso, a sua volta nato dopo il corso Genitori Efficaci. Gordon è infatti considerato il pioniere dei corsi brevi per la formazione dei non professionisti.

Ormai sapete che sono un’insegnante oltre che una coach e che cerco di migliorare sempre me stessa, come persona e come professionista: non potevo quindi tralasciare gli insegnamenti di Gordon, ispirati dalla psicologia umanistica di Rogers. Il libro in realtà era già da un po’ di tempo nella mia libreria, e di libri in realtà ce ne sono tanti, cartacei e digitali, ma confido sempre che arrivi sempre il momento giusto per leggerli.

E così è stato anche per questo, letto proprio all’inizio di questo anno scolastico, che mi vede per la prima volta di nuovo insieme ad una classe che avevo l’anno scorso. E mentre leggo i suggerimenti di Gordon, ecco che contemporaneamente sperimento una relazione diversa con i miei studenti: l’effetto principale è un clima sereno, a tratti giocoso, ma ciò che percepisco in maniera forte e chiara è la fiducia. Perché ormai ci conosciamo, ma soprattutto perché sappiamo che io tengo a loro, così come loro tengono a me.

E allora capisco più che mai le parole di un insegnante riportate all’inizio del libro:

“… quando abbandonavo il mio ruolo, potevo riconoscere che quelli erano gli unici momenti in cui potevo veramente insegnare, in cui gli studenti imparavano veramente. (…) Ho trascorso degli anni oscillando tra queste due posizioni, tra l’essere veramente me stesso e poter quindi insegnare e l’assumere il ruolo dell’insegnante e poter mantenere l’ordine.”

Accorgendomi che, mentre negli anni scorsi oscillavo anche io tra le stesse posizioni, quest’anno riesco a essere veramente me stessa e, allo stesso tempo, a mantenere l’ordine e quindi ad insegnare davvero.

Abbandonati spontaneamente quei ‘miti’ sul ruolo dell’insegnante che poi trovo descritti nel testo di Gordon, ecco che scopro che forse il segreto dell’autorevolezza è l’autenticità.

Certo, servono mille altri ingredienti per conquistarsi fiducia e rispetto degli adolescenti: competenza nella propria materia, tanto per cominciare, ma anche capacità di relazionarsi con loro sapendo cosa dire e come dirlo, cosa fare e come farlo (e nel libro ci sono ottime tecniche per questo).

L’opinione diffusa è che insegnare sia diventato difficile, troppo difficile quasi impossibile, ma mi sono fatta l’idea che a essere difficili siano le relazioni (con gli adolescenti così come con gli adulti: questa è un’era superconnessa in cui però i rapporti umani sono sempre più complessi). Se si riesce a stabilire una relazione sincera e autentica, anche l’insegnamento sarà più semplice e più efficace (aumenta quello che Gordon chiama il ‘tempo di insegnamento-apprendimento’).

Una volta il ruolo dell’insegnante era ben codificato, così come quello del genitore, e la maggioranza degli adolescenti lo riconosceva e lo rispettava, o meglio ancora un tempo gli adolescenti andavano a scuola vestendosi del ruolo di studente. E il gioco delle parti si reggeva sulle proprie regole. Oggi non è così. Oggi i ragazzi vengono a scuola senza interpretare un ruolo, sono loro, con tutti i loro problemi, e ci mettono alla prova, testano le nostre capacità, le nostre competenze e la nostra coerenza. Quel ‘chi sei tu per dirmi di fare questo e quello’ è una richiesta più che una sfida, un diritto esercitato più che un atto di mancato rispetto. Se gli si dimostra di essere capaci, competenti, coerenti e autentici, allora si passa l’esame. Altrimenti no.

Quindi, il mio consiglio di lettura è proprio volto a scoprire chi siamo come insegnanti (ma vale anche per i genitori, a cui consiglio “Genitori Efficaci” di Gordon) ma soprattutto chi siamo come persone e a fare uno sforzo per armonizzare queste due ruoli che non possono e non devono essere separati e in antitesi, ma integrati e contigui.

Insomma, un buon insegnante non fa l’insegnante, è un insegnante.