THE BOOK CLUB AGOSTO/SETTEMBRE/OTTOBRE

Per farmi perdonare l’assenza di questi mesi, vi propongo un trittico di libri sul tema della crescita personale che, a mio parere, danno una visione pratica e concreta, ma su basi filosofiche ed esistenziali, di cosa fare per diventare la persona che vogliamo essere.

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Il primo titolo è “Scopri le tue potenzialità” di Luca Stanchieri: un saggio molto leggibile, come tutti i suoi lavori, che riesce a dare suggerimenti pratici e metodologici partendo da concetti astratti come quello della felicità, del talento e delle potenzialità.

Il pregio di questa opera è proprio quello di dare indicazioni su quali sono le potenzialità che ognuno di noi possiede, su come capire quali sono quelle che più ci caratterizzano e come lavorare per svilupparle.

E riuscire a fare tutto questo, non solo è di grande valore per se stessi, ma diventa ancora più potente quando lo facciamo con le persone che ci stanno intorno, con i nostri figli, la nostra famiglia, gli amici: perché l’amore è (anche) aiutare gli altri ad esprimere il meglio di sé.

“Le potenzialità sono segreti interiori che sottostanno ai pensieri, alle immaginazioni e alle azioni che le persone realizzano. Non ci basta sentire le potenzialità, è necessario scovarle, pensarle, nominarle; è necessario riflettere sulle potenzialità, a partire dall’educazione dei figli. Seligman afferma che educare i bambini è molto di più che risolvere ciò che hanno di sbagliato o minacciarli se non fanno i compiti; si tratta di individuare e nutrire le loro più forti qualità, ciò che hanno di proprio e di migliore, e aiutarli a trovare le nicchie, gli ambiti e i contesti in cui possono esprimerle al meglio.”

 

E se non fosse abbastanza chiaro che ognuno di noi ha delle potenzialità che può allenare e che il talento innato rimane potenziale irrealizzato senza la perseveranza a sostenerlo, vi propongo di leggere “Grinta: il potere della passione e della perseveranza” di Angela Duckworth.

Come insegnante e come coach ho sempre sostenuto che l’impegno, la costanza e la determinazione nello svolgere un’attività portino comunque dei risultati, a volte d’eccellenza a volte solo sufficienti, ma di certo si va molto più lontano rispetto a chi rimane fermo bloccato dalla paura di non farcela e dalla convinzione di non avere ‘quel’ talento.

In questo testo che raccoglie studi e testimonianze di persone di ‘successo’ nei più svariati ambiti (attori, sportivi, ragazzini campioni di spelling) si coglie una grande verità: a forza di ripetere qualcosa che prima non ci sembrava naturale, si finisce per sviluppare una seconda natura.

Per fare questo c’è bisogno di grinta, e in molti pensano erroneamente che c’è chi ce l’ha e chi no.

E invece anche la grinta si può sviluppare, allenando 4 risorse psicologiche che le ricerche della Duckworth e non solo hanno dimostrato accomunare tutte quelle persone che nella propria vita hanno raggiunto risultati di eccellenza.

“Le 4 risorse fondamentali – interesse, pratica, scopo e speranza – non sono beni che o si possiedono o non si possiedono. Si può imparare come scoprire, sviluppare e approfondire un interesse, si può acquisire l’abitudine della disciplina, così come è possibile coltivare il senso di una meta nella vita e imparare a nutrire la speranza. In sostanza, è possibile sviluppare la grinta partendo dal proprio interno.”

 

L’ultimo titolo di questo trittico che, come ormai avrete capito, è dedicato allo sviluppo intenzionale e perseverante delle proprie potenzialità, è “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale.

Questo non è un saggio, ma un breve romanzo che ben si accosta ai due precedenti saggi perché spesso si leggono dei gran bei libri, si sottolinea, si mettono note a margine, si segnano passaggi con i post it, si pensa di mettere in pratica quel che dicono e poi… poi si passa ad un altro libro.

Quello che consiglia l’analista alla protagonista del romanzo è un “gioco” molto facile: fare qualcosa di nuovo per dieci minuti ogni giorno per un mese. Per superare la paura del cambiamento e comprendere che per quanto possa sembrare spaventoso, si può sconfiggere la paura un minuto alla volta.

“Ma… è sicura che funzioni?

Dipende da lei. I giochi sono per persone serie. Se decide di cominciare il percorso, non deve saltare nemmeno un giorno.

E poi?

Poi che?

Alla fine cosa si vince?”

Il mio suggerimento è quello di usare il gioco dei dieci minuti per fare qualcosa, non a caso, ma per sviluppare una alla volta quelle 4 risorse fondamentali di cui scrive la Duckworth, utilizzando le proprie potenzialità individuate leggendo Stanchieri.

Buon divertimento!