THE BOOK CLUB MARZO: DIARIO DI SCUOLA

diario di scuola 4

“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia (…) alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini.”

Oggi voglio proporre una riflessione sul talento.
Quante volte ci comportiamo come se dovessimo essere sempre e solo primo violino? Essere un primo violino vuol dire aver allenato una potenzialità fino all’eccellenza, facendola diventare talento. Ma non è detto che sia sempre possibile. Alcune volte le potenzialità vengono allenate, ma non fino all’eccellenza, altre volte vengono del tutto trascurate. E succede spesso che vengano abbandonate: si mira all’eccellenza, non la si raggiunge e si lascia perdere tutto. Si vuole tutto o niente. Ma quel niente porta alla noia, all’insoddisfazione e, infine, al malessere.
Diventa quindi importante, per sé e per i giovani che si educano come genitori o insegnanti, sapere che si può essere primo violino, se lo si desidera e se si mettono in campo capacità, impegno, determinazione, sacrificio, ma che la vera soddisfazione sta nel suonare il proprio strumento con passione. Ciò che importa è la musica, non la sedia su cui siamo seduti.
Buona settimana e buona Primavera a tutti!