THE BOOK CLUB GENNAIO: WILD

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“Devo cambiare – fu il pensiero che mi guidò durante quei mesi di preparazione. Non diventare una persona diversa, ma tornare a essere la persona che ero”

 “La solitudine era sempre stata un luogo reale per me, come se fosse una stanza dove potevo rifugiarmi per essere davvero me stessa. La solitudine radicale del PCT aveva modificato quella mia percezione. la solitudine non era più una stanza, ma il mondo intero e adesso ero sola in quel mondo,
e lo abitavo in un modo del tutto nuovo per me.”

Questa settimana vi propongo una riflessione sull’argomento cardine del libro (e non solo del libro ma della nostra intera vita!): il cambiamento. Cosa significa cambiare? Se pensate che cambiare sia sinonimo di essere diversi, di snaturarsi, siete lontani dalla verità. Il cambiamento più auspicabile è quello che ci riporta a noi stessi, alla nostra vera essenza, quello che ci rende in grado di esprimerci al massimo secondo la nostra naturale predisposizione: ma qui sta la difficoltà. Quando siamo stati noi stessi? Quando siamo cambiati, abbiamo smesso di ascoltarci per seguire i desideri degli altri? E andando ancora un po’ più in profondità: siamo mai stati noi stessi? Siamo capaci di ascoltarci? Non sempre c’è bisogno di silenzio e solitudine per ascoltarsi, ma a volte più aiutare: siamo immersi in un mondo iperstimolante, con input di ogni genere che continuano a catturare la nostra attenzione… distogliendola dall’ascolto di noi stessi. Quindi bloccare per un po’ questi input, nel modo che ognuno ritiene più adatto a sé, sperimentando anche soluzioni diverse, può essere un buon modo per cominciare. Il mio suggerimento? Una passeggiata nella natura o una semplice meditazione sul proprio respiro… la prossima settimana approfondiremo questo argomento!